Siamo alla metà di agosto e in via Amendola a San Mariano si trovano “strani” cartelli. Nei pressi di un cantiere troviamo infatti un cartello che impedisce il passaggio con su scritto: “strada chiusa causa neve”. La segnalazione ci è arrivata dal Comitato di residenti della zona, che ricordano anche che proprio in quel punto, circa due settimane fa è morto sul lavoro un giovane operaio rumeno. Il cantiere e il tratto di strada adiacente sono stati chiusi per indagini, ma forse un cartello diverso per impedire il passaggio sarebbe stato più opportuno, visto e considerato quello che è successo proprio in quel punto. Dopotutto… è vero che è un agosto piovoso e fresco, ma aspettare la neve forse è un po’ troppo… in fondo a far chiudere la strada non è certo stata una bella nevicata, ma un orribile incidente. Sarebbe opportuno… cambiare cartello! A.P.
Dopo qualche giorno di riposo torniamo a raccontare ciò che succede in città... oggi abbiamo visto che...
Non ci voleva poi molto a rendere più facile la vita a pedoni, portatori di handicap e mamme con il passeggino che fino a pochi giorni fa avevano la "sventura" di trovarsi a camminare in via Pellini, dove il marciapiede si era trasformato in un "orto botanico": il fogliame alla base dei tigli, come avevamo documentato con tanto di immagini, rendeva pressoché impossibile il transito. Una situazione comune ad altre zone della città, alla quale però è stato finalmente posto rimedio come testimonia la foto che abbiamo scattato oggi. Il marciapiede è stato completamente ripulito dagli ostacoli "naturali" che vi si erano formati tornando dunque ad essere fruibile per tutti. Certo, ad osservarlo bene, qualche piccolo problema rimane: l'asfalto, infatti, è rovinato in più punti e più che una passeggiata, in certi tratti, sembra una corsa ad ostacoli per evitare le buche più o meno profonde. E visto che in questi giorni stanno procedendo in maniera spedita i lavori di asfaltatura di alcune strade cittadine, forse una sistematina anche ai marciapiedi non sarebbe poi male. D.B.
Superare saltando, camminando, correndo e arrampicandosi con movimenti fluidi e dinamici, gli ostacoli delle nostre città-giungla. Tutto questo è il Parkour, che dalle banlieue parigine si sta facendo strada concretamente anche qui da noi. In Umbria dal 2007 c’è la “Comunità Umbra Parkour”, che anno dopo anno raccoglie sempre più iscritti. Il PK, nato in Francia negli anni 80, è uno sport acrobatico e una vera filosofia di vita che in città e nell’intera regione conta una vera comunità di “traceurs”, come vengono chiamati quelli che lo praticano. “Perugia non si presta molto a questo sport - spiega Massimo Baffoni, portavoce del Cup – ma abbiamo comunque trovato dei luoghi ideali dove praticarlo, come piazza Partigiani, piazzale del Bacio o piazzale Europa. Il parkour aiuta a superare le paure, come quella del vuoto, e serve un equilibrio tra forza fisica e forza mentale”. La Cup sta cercando proprio una palestra a Perugia dove potersi allenare, visto e considerato che il numero dei traceurs è cresciuto notevolmente. “A Terni sono state organizzate due giornate chiamate "One day parkour" come introduzione alla disciplina per i nuovi ragazzi e per tutti i curiosi, mentre – prosegue Massimo – per la fine di agosto siamo in trattativa per ospitare Laurent Piemontesi (uno dei fondatori della disciplina, nonché membro degli Yamakasi, disciplina assimilabile al PK) a Perugia, per una collaborazione che va avanti ormai da un paio di anni. Tra le novità c’è anche l’uscita del primo libro italiano sul parkour, freerunning e art du déplacement, disponibile per tutti gratuitamente sul nostro sito, dove trattiamo sia del lato fisico della disciplina che di quello filosofico e attitudinale”. Per conoscere meglio questo sport o per iniziare a praticarlo info: www.parkourumbria.alternativa.org Agnese Priorelli
Quello che vedete nella foto è un tratto del marciapiede in via Tuderte, davanti all’hotel Barone, tanto per intenderci. Anzi, è quello che resta di un marciapiede, che ora è completamente ricoperto d’erbacce anche abbastanza alte. In queste condizioni ce ne sono diversi lungo tutta la via. Marciapiedi puliti e sistemati da poco si alternano quasi con precisione a delle vere e proprie selve, che assomigliano più a cespugli che a luoghi dove passeggiare in sicurezza. Un bel safari in piena città, che costringe i pedoni a camminare lungo la carreggiata.
E' tornato invece praticabile il marciapiede in via XX settembre, di fronte al distributore Agip: dopo la nostra segnalazione del 5 luglio, il Comune ha infatti provveduto a sfoltire il "giardino botanico" cittadino. Ecco come era prima...
Quattro passi in città nonostante il caldo? Se volete il "verde" senza arrivare al parco potete fare un giro per via Pellini(nelle foto): qui c'è un vero e proprio "orto botanico" che ha conquistato il marciapiede... una sfoltita, per non dover scendere in strada, no?
Bebè in passeggino e disabili in carrozzina costretti allo slalom selvaggio. La nuova disciplina la obbligano i marciapiedi di via Annibale Vecchi, nel quartiere perugino di Elce. Alberi e pali della luce, a pochissima distanza l’uno dall’altro, come ennesima barriera architettonica. Il marciapiede stretto e a groviera e gli ostacoli insormontabili che lo occupano interamente rendono impraticabile una strada trafficata e centrale della zona, dove si trovano servizi e locali: raggiungere lo sportello delle Poste, bar, pizzerie e librerie si trasforma in un’impresa per chi ha difficoltà di mobilità. Alle mamme che aspettano il tardo pomeriggio per far prendere un po’ d’aria al piccolo di casa consigliamo paradossalmente di salire in macchina e dirigersi verso il percorso verde se non vogliono far venire al bambino il mal di passeggino a causa dei continui slalom tra alberi e pali della luce. E ai disabili costretti in carrozzina suggeriamo di evitare passeggiate in zona: percorrere il marciapiede di via Vecchi sarebbe impossibile e spostarsi sulla carreggiata pericoloso. Ma non ve la prendete troppo: il Comune di Perugia aveva previsto un luglio di afa insopportabile. Meglio restare tra quattro mura che affrontare le torride temperature perugine.
Abbandono, degrado e pressapochismo. E' capitato a tutti – passeggiando in città – di notare QUEL parcheggio che parcheggio non è, QUEL marciapiede su cui è impossibile camminare, QUELLA buca che più buca non si può. Al che la domanda: si ma di chi è la colpa? Chi dovrebbe intervenire e non interviene? A chi spetterebbe la manutenzione? Inauguriamo oggi a questo proposito la rubrica “Di chi è questo?". Di volta in volta segnaleremo – anche con il vostro aiuto (a proposito, scriveteci e inviateci le vostre segnalazioni a perugia24@gmail.com) - storture, segni di degrado e abbandono. Per cercare di capire – andandone a chiedere conto - a chi spetterebbe tutelare, partendo dalla cura delle piccole cose, salute e vivibilità della nostra città. E, parafrasando una datata canzonetta nazionalpopolare di un certo successo, non è detto che non si scopra che i famosi “altri” - che tutto dovrebbero fare e garantire – alla fine siamo noi cittadini. Cominciamo oggi con il marciapiede di via XX settembre, all'altezza del distributore di benzina Agip: qui, come si può vedere dalla foto, attorno ai due alberi è ormai cresciuta una rigogliosa e fitta vegetazione che impedisce letteralmente di camminare, e costringe a scendere sulla strada se si vuole proseguire. Non che si inviti a un disboscamento selvaggio e sconsiderato, ma semplicemente ci si chiede: chi dovrebbe per lo meno dare una sistemata a queste aiuole che ormai più tali non sono?